[vc_row][vc_column][vc_column_text]Oggi parleremo di una realtà che sta prendendo sempre più piede nella nostra epoca : La Robotica Umanoide e di uno dei suoi punti di riferimento Hiroshi Ishiguro.

Il professor Hiroshi Ishiguro, lavora nel dipartimento di intelligenza artificiale all’Università di Osaka ed è famoso poiché ha realizzato un robot che rappresenta la copia speculare di sé stesso. L’androide parlante forgiato a immagine e somiglianza del suo “creatore” è stato presentato al centro di ricerca per l’intelligenza artificiale “ATR” di Kyoto: l’automa, che esteriormente rappresenta la copia speculare di sé stesso, è stato realizzato curando tutti i minimi dettagli, sopracciglia, capelli e nei inclusi. Il quotidiano Asahi, che riporta la notizia corredata da una foto dei “due” professori, ha titolato l’articolo con un eloquente “Chi è l’originale?”. L’androide è dotato anche di muscoli facciali, grazie ai quali riesce a riprodurre fedelmente le espressioni del viso. Ma non è tutto poiché oltre alla perfetta somiglianza fisica, la caratteristica fondamentale del robot è la capacità di sostenere una conversazione con gli esseri umani. Lo sviluppo dell’umanoide ha impegnato l’equipe di Ishiguro per quasi un anno: oltre 6 mesi per realizzare fisicamente il prototipo, più di 3 per mettere a punto il software di gestione interna.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]La domanda che muove le sue realizzazioni è: “what is the essence of human beings?”, “qual è l’essenza degli esseri umani?” Il suo progetto? Avatar robotici che possano essere capaci, in futuro, di sostituirci. È non è un caso dunque se l’elemento principale che distingue questi robot umanoidi giapponesi da tutti gli altri sia proprio l’estrema somiglianza con noi umani: “Quando sostituiamo un umano con un androide, possiamo comprendere l’umano”, afferma lo scienziato.[/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/2″][vc_column_text]Hiroshi Ishiguro fonda le sue convinzioni su un principio cardine: i robot umanoidi nei decenni a venire sostituiranno l’uomo nello svolgimento di attività anche complesse. Lo scienziato giapponese è convinto che questo possa avvenire nella vita quotidiana come nel mondo dello spettacolo, della musica, del cinema, della moda. Replicanti che sfidano il tempo, restano sempre giovani, non si stancano, che conservano intatta la loro bellezza. I robot, sostiene Ishiguro, per essere accettati dagli umani devono essere quanto più simili ad essi. E per raggiungere questo obiettivo vengono utilizzati materiali come il silicone, che simulano la pelle umano, piuttosto che capelli veri.[/vc_column_text][vc_column_text]Gli umanoidi di Ishiguro sono però tanto simili agli umani come aspetto quanto ancora tanto diversi nella loro “interiorità”. Potrebbero essere scambiati per un essere umano ma dovranno trascorrere anni di ricerche perché questi androidi possano essere più di semplici cloni sofisticati, ma lo scienziato è convinto che anche il gap con gli umani, con le emozioni umane, potrà essere colmato con i progressi dell’intelligenza artificiale. Un obiettivo a cui da anni si lavora anche all’Università di Osaka e per il quale il docente ha ottenuto un finanziamento importante dal Governo giapponese.[/vc_column_text][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/2″][vc_video link=”https://www.youtube.com/watch?v=5ajmy0_QlD0″ align=”center”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][/vc_column][/vc_row]